a cura del 3 sala B e 3 cucina C.
Introduzione
Venerdì 21, la nostra classe ha partecipato a un’uscita didattica a Foligno, una città ricca di storia e cultura. Il nostro percorso ci ha portati alla scoperta della stampa a caratteri mobili, della preziosa eredità dantesca conservata in biblioteca e di documenti storici affascinanti. Attraverso visite guidate e attività coinvolgenti, abbiamo avuto l’opportunità di immergerci nel passato della comunicazione scritta e della tradizione libraria. Ecco il racconto della nostra esperienza.
Il Museo della Stampa di Foligno e i caratteri mobili
La stampa a caratteri mobili ha rivoluzionato la diffusione della cultura, rendendo il sapere accessibile a un pubblico sempre più vasto. Il Museo della Stampa di Foligno celebra questa straordinaria invenzione con una collezione che racconta la storia della tipografia.
Proprio a Foligno, nel 1472, venne stampata la prima edizione della Divina Commedia, grazie al tipografo Johannes Numeister. Il museo offre ai visitatori la possibilità di osservare da vicino torchi tipografici, caratteri mobili e il processo di stampa, comprendendo così il grande cambiamento introdotto da Gutenberg. Prima dell’invenzione della stampa, infatti, i libri venivano copiati a mano, un processo lungo e laborioso. Con l’uso dei caratteri mobili, la produzione dei libri divenne più veloce, favorendo la diffusione del sapere.
In un’epoca dominata dal digitale, questo museo rappresenta un viaggio affascinante nella storia della comunicazione scritta, ricordandoci l’importanza della stampa nella nostra evoluzione culturale.
Tesori tipografici: la prima pagina del Paradiso e le filigrane
All’interno del museo è conservata una delle pagine più preziose della storia della letteratura: la prima pagina della prima stampa del Paradiso di Dante, risalente al 1472. Questa testimonianza straordinaria ci permette di toccare con mano l’impatto rivoluzionario della stampa a caratteri mobili nel mondo della cultura.
Un’altra sezione affascinante del museo è dedicata alle filigrane, piccoli disegni nascosti nella carta, visibili solo in controluce. Questi dettagli non sono solo decorativi, ma raccontano molto sulla produzione dei libri antichi. Le filigrane venivano usate per identificare le cartiere e autenticare i documenti, oltre a fornire preziosi indizi sulla datazione dei testi stampati.
Infine, il museo conserva documenti storici, come manifesti e volantini d’epoca, che testimoniano momenti significativi della storia di Foligno e dell’Italia.
La biblioteca “Dante Alighieri” e il fondo dantesco
Dopo la visita al museo, ci siamo recati alla biblioteca “Dante Alighieri” di Foligno, che custodisce importanti documenti storici legati alla città e alla regione. Tra le sue collezioni più affascinanti c’è il “fondo dantesco”, una raccolta di opere e edizioni dedicate esclusivamente a Dante Alighieri.
Uno degli oggetti più sorprendenti è la Divina Commedia più piccola del mondo, una riproduzione realizzata con una tecnica di microincisione. Questo minuscolo libro, leggibile solo con una lente d’ingrandimento, è una straordinaria testimonianza della maestria artigianale applicata alla tipografia.
Un altro documento raro che abbiamo avuto modo di vedere è una copia della Divina Commedia che Adolf Hitler fece tradurre in tedesco come omaggio a Mussolini. Questo volume, consegnato al duce durante una visita ufficiale a Roma, rappresenta un pezzo di storia che ci ha colpiti profondamente.
Un finale “divino”
Dopo la visita alla biblioteca, abbiamo concluso la giornata con un’attività divertente: una caccia al tesoro a coppie, con l’obiettivo di trovare il bar storico Merendoni, punto di riferimento della città. Seguendo la mappa e risolvendo gli indizi, abbiamo esplorato Foligno in modo originale e coinvolgente. Una volta arrivati a destinazione, ci siamo concessi una meritata pausa, gustandoci una merenda in compagnia.
Questa uscita didattica è stata un’esperienza unica: non solo abbiamo imparato molto sulla storia della stampa e su Dante Alighieri, ma ci siamo anche divertiti insieme. Un’avventura che potremmo definire… divina!
Emanuela Valentini Albanelli