“Non spingere, non tirare!”: il laboratorio di educazione sentimentale, volto a decostruire stereotipi e costruire qualità nelle relazioni, proposto alle classi Prime, dal Centro Antiviolenza di Spoleto, condotto da Elisabetta Proietti e Chiara Massullo, ricercatrici del MimesisLab del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre, è riuscito a penetrare nel cuore e nella mente degli studenti e studentesse.
L’Istituto, nella continua attenzione che pone nei confronti del benessere degli adolescenti, ha voluto, con i tre incontri, fornire strumenti e strategie per scoprire e incontrare il proprio sé in rapporto con l’alterità, l’assertività e le emozioni, al fine di favorire l’immedesimazione e la qualità della relazione, il rispetto verso sé e il consapevole rispetto reciproco.
I risultati possono essere sintetizzati dalle riflessioni dei protagonisti stessi:
Grazie a queste attività, dice Aurora, siamo riusciti ad aprirci e a raccontare le nostre esperienze. Siamo riusciti ad esprimere i nostri pensieri più intimi senza la paura di essere giudicati o valutati. Siamo stati protagonisti!
Un’attività molto stimolante, dice Denise, è stato piacevole stare con Elisabetta e Chiara ma, soprattutto ci è piaciuto stare tra di noi. Tra tutti i “giochi” per scoprire e trasformare da negative a positive le emozioni, il più apprezzato è stato quello delle sculture: con i nostri corpi, un gruppo ha dato vita a stati d’animo negativi (rabbia, violenza, tradimento), l’altro gruppo è stato chiamato a lavorare sulla “scultura negativa” per trasformarla in positiva.
Emanuela Valentini Albanelli