di Roberta Bizzaglia.
Il progetto “nel blu dipinto di blu” nasce dalla collaborazione fra il 1b eno del Prof. Nicola Passerini e il 3b eno della prof.ssa Roberta Bizzaglia. In occasione dell’esercitazione speciale per l’evento Cabin Crew, dedicato alla compagnia aerea EOS, che collabora con il nostro Istituto, abbiamo deciso di accogliere la sfida di cucinare piatti dedicati al tema del volo, argomento apparentemente lontano dall’ambito gastronomico che ci ha spinti ad indagare un orizzonte sconosciuto in senso ampio, tenendo presente il valore simbolico che volare ha nelle persone: non solo un volo tangibile relativo ad un viaggio in aereo, ma anche un volo artistico e creativo, come lo è stato per molti pittori, musicisti e cantanti nel tempo. Per questo motivo siamo partiti dal volo canoro di Domenico Modugno, con la sua canzone “nel blu dipinto di blu” che nel 1958 ha esordito al festival di Sanremo al grido di volare oh oh… come canto liberatorio di una popolo che aveva bisogno di esprimere il proprio bisogno di libertà. Ed è appunto la libertà di volare il filo conduttore che abbiamo ritrovato anche in diversi pittori del novecento, come Van Gogh, che con le sue pennellate cercò di imprimere nelle tele il movimento della natura e la forza del vento e i voli liberatori dei personaggi di Chagall che planavano sopra le città. La sovversione degli oggetti nei quadri di Magritte che si prese la libertà di dipingere le cose là dove non dovrebbero stare, ma che si ritrovarono a viaggiare in un fuori luogo spaziale e temporale. Abbiamo scoperto la potenza ancestrale del surrealismo magico di Frida Kahlo, la sua libertà di rifiutare decisamente ogni categoria pittorica, i suoi molteplici autoritratti alla costante ricerca di sé e la rappresentazione ripetuta della forza dell’essere donna, circondata da voli di uccelli e fiori e piante, in colori vividi, vestita degli abiti combattivi delle soldaderas messicane.
Per tradurre questa appassionante ricerca in piatti gourmet abbiamo preso in considerazione anche alcuni elementi tangibili, quali i colori del logo Neos (rosso, bianco e azzurro) e le figure della rondine e dell’aereo (anch’essi presenti nel logo), con i quali abbiamo costruito il dressage delle portate. Ed ecco il menu: il comfort food degli appetizer, piccoli panini rossi con pulled pork e salsa agrodolce e verdurine fritte; la leggerezza e la freschezza degli ingredienti per il primo piatto, risotto con fonduta al pecorino, sfere al lampone e rondini al parmigiano; il gusto deciso del secondo piatto, filetto di maiale in crosta di pane alla barbabietola con semisfera ai peperoni, gelatina al pomodoro e croccante rosso al sesamo. Per finire un vero e proprio volo nell’azzurro Neos con la rondine di bavarese alle fragole con cielo al cioccolato bianco e nuvole di zucchero.
Questa esercitazione speciale ha avuto un importante valore didattico per i nostri studenti che hanno dovuto assumere un radicale cambiamento di prospettiva per partecipare ad un progetto complesso che ha necessitato la ricerca in ambiti non solo meramente gastronomici, ma anche artistici e tecnologici con l’impiego della grafica e dell’intelligenza artificiale. Loro compito è stato anche quello di trasmettere emozioni autentiche nello storytelling del piatto. Un’ esplorazione in profondità del percorso di studi e del loro progetto di vita, che non ha confini ben definiti dalle mura scolastiche, ma che può andare oltre perché, come dice Frida Kalo: “piedi a che cosa mi servite se ho le ali per volare?”.
. Redazione